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 Stazione Termini: viaggio nel paradosso

In questi giorni pre-festivi la Stazione Termini è sfavillante: colori, luci, decorazioni, stand lussuosi dove si regalano cioccolatini e altri piccoli doni (non certo per spirito natalizio ma per una massiccia e vistosa pubblicità) …. basta però avvicinarsi ai lati della  stessa per accorgersi che  tutto questi bagliori si trasformano in grigio.

Lì ci sono gli outsiders, gli esclusi, quelli che non producono, quelli che vivono ai margini, quelli che ti avvicinano per chiederti qualche spicciolo magari per comprarsi la  loro dose quotidiana di illusione e i più, stringendosi nei caldi cappotti, se ne vanno indispettiti, senza voglia di vedere i paradossi e le ingiustizie di questa nostra società.

Sono consapevole che le differenze ci saranno sempre così come ci sarà sempre chi pensa solo al suo benessere indifferente verso l’altro, ma forse ora stiamo esagerando…sono stanca di vedere tanta disperazione, tanta solitudine, tanto dolore. Lo so che sono una sognatrice, un’illusa…ma mi piacerebbe tanto che si tornasse ad una società più umana…dove un sorriso, una stretta di mano, un caloroso abbraccio o divedere un pasto caldo siano più gratificanti di un telefonino di ultima generazione.

 

Pubblicato il 17/12/2006 alle 16.43 nella rubrica Disagio.

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