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silenzi e rumori del carcere


Misure Alternative


19 novembre 2006


 Le misure alternative non sono concessioni graziose che liberano dalla pena, ma sono modi di eseguirla in maniera diversa da quella detentiva. (Sandro Margara)

L’affidamento in prova al servizio sociale, contemplato dall’articolo 47 dell’ordinamento penitenziario, è la misura alternativa per eccellenza in quanto si svolge totalmente nel territorio.

Se la pena inflitta o il residuo pena non supera i tre anni ed è evidente che la carcerazione e la privazione della libertà possono cagionare più danni che altro,  il Magistrato di Sorveglianza – accertatosi che non vi sia pericolosità sociale -  può concedere in via provvisoria (sarà poi il Tribunale di Sorveglianza a dare la misura in via definitiva) la misura in oggetto.

Dalla misura sono esclusi i detenuti e gli internati per reati associativi (a meno che collaborino con la giustizia) e i detenuti e gli internati per altri reati gravi, commessi per finalità di terrorismo, omicidio, rapina aggravata, estorsione aggravata, traffico aggravato di droghe, riduzione in schiavitù (a meno che si dimostri che non sussistano collegamenti con la criminalità organizzata o eversiva).

Mentre chi è evaso oppure ha avuto la revoca di una misura alternativa, non può essere ammesso all’affidamento ai servizi sociali per 3 anni, così come non vi può essere ammesso per 5 anni chi  abbia commesso un reato, punibile con una pena massima pari o superiore a 3 anni, durante un’evasione, un permesso premio, il lavoro all’esterno, o durante una misura alternativa.

 Il condannato è affidato al servizio sociale per adulti (già CSSA – Centro Servizio Sociale Adulti ora UEPE – Ufficio Esecuzione Penale Esterna) per lo stesso periodo della pena da scontare e deve sottoscrivere, impegnandosi a rispettarle, tutta una serie di prescrizioni relative a molti aspetti.

Prescrizioni indispensabili sono quelle che regolano i rapporti con il servizio sociale, il lavoro, la dimora, il divieto di frequentare determinati locali o persone; prescrizioni facoltative sono quelle inerenti l’obbligo di soggiorno in un Comune,  il divieto di soggiorno in determinati Comuni, l’adoprarsi in favore delle vittime e quello di adempiere agli obblighi familiari.

Se la prova si compie positivamente, al termine della stessa, il Tribunale di Sorveglianza emette l’ordinanza di estinzione della pena.

L’importanza della misura presa in esame sta nel fatto che oltre ad evitare a molte persone il contatto con il carcere,  permette a chi ne usufruisce di compiere un cammino di crescita, responsabilizzazione e reinserimento direttamente durante l’espiazione pena, avendo come supporto i servizi sociali che non solo vigilano sull’andamento della misura ma forniscono al condannato un sostegno ed un aiuto nei momenti di fragilità e di bisogno.

 

 

 





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9 settembre 2006



        Le misure alternative non sono concessioni graziose che liberano dalla pena, ma sono modi di eseguirla in maniera diversa da quella detentiva.
 
                                                                                        
(Sandro Margara)


        Molto spesso in televisione si sente parlare di misure alternative, di benefici e sconti di pena generosamente concessi a pericolosi criminali che tornano a commettere reati  durante tali misure.

Chi ci dovrebbe informare  però, il più delle volte,  lo fa in modo superficiale, “dimenticandosi” di dire ad esempio che solo l’1,3% di chi sconta una pena in misura alternativa viola le prescrizioni,  generando in chi ascolta  un senso di confusione e insicurezza.

Per questo ritengo utile delineare brevemente, in più post, le varie alternative al carcere tornando a sottolineare che quest’ultimo dovrebbe essere realmente l’estrema ratio e non la sola risposta che riusciamo a dare  per gestire emergenze penali e soprattutto sociali.




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La battitura

Nel gergo del carcere il termine  battitura viene usato  per indicare l’operazione che gli agenti di polizia penitenziaria compiono, giorno dopo giorno, per accertarsi che nessuno abbia segato le sbarre.

Ma la battitura può essere anche fatta dai detenuti che, per richiamare l’attenzione su particolari problemi o necessità, usano battere contro porte e finestre pentole o altre suppellettili.

Anche questo diario vuole essere, come una simbolica battitura,  un mezzo che oltrepassando sbarre e muri (non ultimo quello dell’indifferenza) arrivi al passante distratto e, magari solo per cinque minuti,  lo faccia riflettere senza pregiudizi o falsi giudizi su cosa sia realmente il carcere e sulle storie di chi vi è ristretto.


 

Per te...che tu possa tornare a solcare il mare della tua vita libero e forte come lei
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