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silenzi e rumori del carcere


Amnistia e Indulto


11 agosto 2006


Quello che segue è un estratto della lettera di Francesco Forgione deputato Prc, membro Commissione Giustizia (Roma, 9 agosto 2006 da "Liberazione")  che con molta chiarezza spiega il perché di questo indulto.

Qui la lettera completa

Tutto sull’indulto, manuale per difendersi dall’ignoranza

Un’orchestrata campagna di disinformazione sul merito della legge e forse un’incauta presentazione politica hanno contribuito a far vivere un’importante conquista come un volgare inciucio con la destra

E’ ancora necessario tornare a riflettere e ad informare sull’indulto. Girando per le feste di Liberazione, incrociando i tanti popoli della sinistra, tante sono le domande, i dubbi, le ostilità. Un’orchestrata campagna di disinformazione sul merito della legge e forse anche un’incauta presentazione politica del provvedimento - “scambio di prigionieri” - ha contribuito a far vivere in larghe fasce di opinione pubblica democratica e di sinistra una nostra conquista, frutto di anni di battaglia politica, come un volgare inciucio con la destra, se non, addirittura, come una capitolazione a corrotti e corruttori, furbetti, padroni omicidi e persino a politici mafiosi. Tutte falsità….

  1. Non è un colpo di spugna. A differenza dell’amnistia, che cancella il reato, l’indulto approvato dal Parlamento condona tre anni a fine pena. Ma, proprio per questo, presuppone che un processo ci sia stato, una responsabilità penale sia stata accertata e una condanna sia stata inflitta. …
  2. Nessuna cancellazione dei reati finanziari e contro la pubblica amministrazione. In carcere per questa tipologia di reati ci stanno poco più di 60 persone, a fronte dei 12mila beneficiari dell’indulto. Ma non è questo il problema. Finanzieri, manager, grandi corruttori e corrotti, per esempio, a differenza di un migrante che spesso non capisce neanche i reati che gli contestano perché non conosce la lingua, non hanno certo il problema del gratuito patrocinio, anzi, dispongono di avvocati e legali in grado di reggere i processi e di evitare il carcere. …
  3. L’indulto non cancella il risarcimento civile delle vittime, né mette a rischio la sua concessione. Anche su questo è stato creato un allarme che non corrisponde alla realtà. ….
  4. Nessun mafioso uscirà dal carcere. Anche su questo la polemica è stata volgare e strumentale. L’indulto esclude il reato di 416bis, l’associazione mafiosa, e tutti i reati ad esso collegati. Mentre include il 416ter, voto di scambio, che è un articolo del codice inapplicato. …




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31 luglio 2006


 E ora che si fa? 

L’indulto è legge. Tra pochissimo usciranno dalle patrie galere circa 12.000 persone ivi detenute. Delinquenti e  pericolosi criminali direte voi.

In parte forse questo è vero (…ma poi chi deve beneficiare dell’indulto: qualche congrega religiosa?) ma nella maggioranza dei casi saranno persone profondamente emarginate che non sapranno neanche dove andare.

Persone che a causa delle loro scelte di vita non hanno una famiglia pronta ad accoglierli, tossicodipendenti che per prima cosa andranno a trovare il loro vecchio  “fidato”spacciatore a riprova -  se ce ne fosse ancora bisogno - che il carcere non può essere una risposta, immigrati che vivranno nell’incubo di un’estradizione e tanti (forse troppi) che usciranno con problemi di natura mentale che certo non sarà la strada ad aiutare a risolvere o contenere.

È necessario ora che le Regioni, le Province e i Comuni, con forza e convinzione, attuino quella rete di protezione intorno a questi soggetti aiutandoli a reinserirsi veramente, evitando di farli trovare nella stessa situazione di esclusione che li ha portati in carcere per non  ritrovarci tra un anno nelle stesse condizioni di oggi. Solo così questo indulto non sarà stato vano.

Indulto che non è e non può essere visto come una vittoria, un punto di arrivo, ma solo  un piccolo respiro per riprendere fiato ed iniziare a lavorare intensamente per risolvere il problema del sistema penitenziario italiano.

Cominciando ad utilizzare maggiormente  – come detto anche dal Presidente Napolitano – le misure alternative al carcere perché questo non è l’unica pena esistente ed è sicuramente la più patogena e stigmatizzante.




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28 luglio 2006


Approvato l’Indulto alla Camera


460 sì
94 no
18 astenuti

Finalmente ieri dopo giorni di estenuanti dibattiti, accese discussioni, strumentalizzazioni e false notizie la Camera dei Deputati, dopo ben 16 anni, ha approvato raggiungendo la maggioranza dei  2/3 il disegno di legge sull’Indulto.

Ora tutto viene trasferito al Senato e  nel caso si approvi anche qui si calcola che circa 12.000 detenuti con sentenza definitiva ( su un totale di  38.086)  potranno uscire dal carcere.

Sono esclusi dal provvedimento i reati di terrorismo,  quelli per mafia, pedofilia, violenza sessuale, riciclaggio e traffico di stupefacenti, usura.

Così come sono escluse le pene accessorie definitive e temporanee.

I detenuti che hanno seguito dalle carceri tutto il dibattito alla notizia dell’approvazione hanno immediatamente interrotto tutte le varie forme di protesta pacifica che li vedeva protagonisti.

Consapevole che l’indulto non potrà mai essere la soluzione ai problemi del sistema penitenziario italiano auspico che questo governo, con coraggio, riprenda a lavorare sulla riforma del codice penale e cerchi di modificare le tre leggi che, come sono ora, contribuiscono solo ad aumentare la popolazione detenuta.

Mi riferisco ovviamente alla Bossi-Fini, alla ex - Cirielli nella parte sulla recidiva e lo stralcio Fini – Giovanardi che colpisce non tanto le organizzazioni criminali che gestiscono i grandi traffici di sostanze psicotrope ma soprattutto il consumatore.




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26 luglio 2006


Discussione in Aula sull'Indulto.......................



................................e continua l'ostruzionismo






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19 luglio 2006



L’indulto più vicino?

Ieri l’aula della Camera ha dato il suo assenso al testo sull’indulto proposto dalla Commissione Giustizia, quindi il prossimo 24 luglio ci si confronterà solo su questa misura, mentre la discussione su la concessione di una possibile amnistia, vista la complessità dell’argomento, è posticipata a settembre.

Nonostante vi sia una larga intesa sul testo da votare, che prevede un indulto di tre anni, il risultato non è affatto scontato. Infatti la Lega Nord e l’Italia dei Valori si sono dichiarati contrari mentre Alleanza Nazionale si è astenuta.

C’era da aspettarselo che la Lega fosse contraria ad un provvedimento di clemenza, che poi più che di clemenza si tratta di un “un dovere politico, giuridico e morale” per citare Giuliano Pisapia, ma la cosa che crea in me un forte disagio è constatare come un partito dell’Unione possa dirsi contrario all’indulto. Eppure nel programma a cui anche l’Italia dei Valori (Quali?...) ha dato  fiducia era già preannunciato un possibile provvedimento per cercare di risolvere la drammatica situazione delle carceri italiane.

Personalmente spero, visto che l’amnistia è stata “rimandata” a settembre, che almeno l’indulto riesca a superare l’esame della Camera e venga concesso entro agosto.

Sarebbe un bel gesto di civiltà e di buon governo specie in questo momento. L’estate è il periodo peggiore per chi è costretto a vivere (sopravvivere) in una cella sovraffollata dove anche l’acqua diventa un lusso.

Un indulto così pensato farebbe uscire 10.000 persone circa ( che è bene ricordarlo potrebbero già usufruire di misure alternative se solo la legge venisse applicata) e anche se questo certo non  risolve la crisi del sistema penitenziario, così come quello della giustizia in genere, almeno si apporterebbe un  miglioramento sia per i cittadini detenuti sia per gli operatori che ogni giorno vivono e lavorano in condizioni disumane non tollerabili in un Paese che si definisce civile.





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30 giugno 2006



l'immagine è stata "rubata" da qui

Amnistia e Indulto...finalmente una data

Durante la conferenza di ieri dei capogruppo di Montecitorio è stata fissata per il 24 luglio l'inizio della discussione in aula di un provvedimento di clemenza, a condizione che per quella data la commissione giustizia avrà licenziato il testo per un provvedimento possibile.
Non ci resta che aspettare e sperare che la proposta non solo riesca a mettere daccordo la maggioranza dei 2/3 (compito assai arduo) ma che risolva almeno in parte  la crisi della gustizia e del carcere.




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9 giugno 2006


 Aderisci anche tu

"Radio Carcere" ha predisposto una proposta di legge per l'amnistia e l'indulto. Chi intendesse dare la propria adesione è pregato di mandare un messaggio a: radiocarcere@radioradicale.it.
Grazie a tutti.

L'amnistia e indulto di "Radio carcere"

 

I testi dell'amnistia e dell'indulto proposti da "Radio Carcere"


Lo stato della giustizia penale rende non rinviabile l'approvazione di un amnistia e di un indulto. Radio Carcere ha predisposto un disegno di legge  (consultabile sul sito www.radiocarcere.com).
I disegni di legge predisposti da Radio Carcere, oltre alle esclusioni per i reati più gravi, caratteristiche:
L'amnistia: è retrodatata: "per i reati commessi fino al 31 dicembre 2002".
E questo per far sì che cadano sotto amnistia solo i reati più vecchi e che comunque cadrebbero in prescrizione.
L'amnistia è inoltre condizionata al risarcimento del danno in favore della vittima del reato.
L'indulto, è fissato a tre anni, ma è condizionato al fatto che il condannato abbia già scontato un terzo della pena.
Ovviamente, amnistia ed indulto vanno accompagnati da una riforma organica della giustizia penale di cui Radio Carcere ha già proposto alcune linee guida.

Adesioni

Il disegno di legge ha trovato l'adesione di Pubblici Ministeri, Giudici, Professori Universitari e Avvocati. Tra loro:
Fabio Alonzi, Ennio Amodio, Luca Blasi, Marco Cafiero, Roberto Carrelli Palombi, Pierpaolo Dell'Anno, Vincenzo Di Stasi, Guido Guerra, Francesco Iacoviello, Giorgio Lattanzi, Francesco Maisto, Enrico Marzaduri, Tullio Padovani, Luca Palamara, Cesare Placanica, Massimo Pavarini, Nicoletta Parvis, Carmela Parziale, Gianpiero Pirolo, Francesco Petrelli, Nicola Pisani, Giorgio Spangher, Marco Vassallo, Federico Vianelli, Grazia Volo.
Tra le associazioni: Don Ciotti, per il Gruppo Abele di Torino, Don Gallo, per la Comunità San benedetto al Porto di Genova, Patrizio Gonnella di Antigone, Fabrizio Rossetti della Cigl-Fp Polizia Penitenziaria, Stefania Tallei della Comunità di Sant'Egidio, Ristretti Orizzonti di Padova.




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24 maggio 2006



Amnistia Indulto: c’è chi dice no….

Gianfranco Fini leader di Alleanza Nazionale, domenica 21 maggio durante una manifestazione elettorale tenutasi a Ragusa, intervenendo sul dibattito riguardo la concessione di un possibile atto di clemenza ha elegantemente dichiarato che con un provvedimento di amnistia l’autorità dello stato va a farsi “fottere” .
Mentre il centro destra in questi anni ha sempre lavorato  per salvaguardare la legalità e la sicurezza ispirandosi al principio di chi sbaglia paga.

Peccato però che, grazie anche alle leggi varate nella scorsa legislatura, a pagare e a finire in galera siano sempre i soliti ignoti che non avendo né denaro né buoni avvocati non possono avvalersi di quella amnistia strisciante che è la prescrizione oppure usufruire, dopo solo tre giorni dalla condanna definitiva, della detenzione domiciliare.

Personalmente non mi sento sicura in un paese dove la maggior parte dei reati resta impunito poiché non si arriva a scoprire l’identità del reo, dove ci sono giovani uccisi durante quelli che dovrebbero essere semplici controlli di polizia, dove chi ha un nome importante riesce sempre a farla franca. Non mi sento sicura se si finisce in carcere per aver passato uno spinello o se non si ha il permesso di soggiorno.

Né vado a dormire tranquilla se penso che  le grandi organizzazioni criminali non vengono minimamente disturbate nel loro operato e se un boss viene arrestato lo si fa talmente dopo tanti anni che la notizia più che soddisfatta mi  lascia perplessa.

Bisogna avere il coraggio di gridare che il  carcere di oggi, fuorilegge lui stesso non rispettando quanto stabilito dal D.P.R. 230/2000, viene usato solamente come contenitore della marginalità e che così come è, con 20.000 persone in più rispetto al numero di posti effettivi, serve unicamente a negare diritti e dignità.




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16 maggio 2006


...dici che 'a fanno 'namnistia?
Ditte de si è n'ipocrisia
(da Crito Gospel dei Presi per caso)


In questi giorni ascoltando i telegiornali o sfogliando i quotidiani si nota che si è tornati a parlare di amnistia e indulto.

Tra i politici che si sono espressi c’è chi si dichiara favorevole, chi vi si oppone apertamente, chi vorrebbe solo l’indulto, chi resta sul vago in attesa che torni il silenzio.

Insomma sempre le solite chiacchiere…

Nelle nostre carceri invece si continua a stare in troppi, a dormire in quattro in celle pensate per uno, ad ammalarsi (anche di quelle malattie ormai “scomparse” fuori come la tubercolosi o la scabbia), a dover aspettare mesi per ottenere visite specialistiche, semplici risposte o un colloquio con lo psicologo.

Quella che si sta vivendo in questo “momento” (che dura ormai da troppi anni) è una situazione di crisi che non solo vanifica la funzione della pena ma rende il lavoro di tutti gli  operatori difficile e soprattutto annienta la dignità degli uomini e delle donne reclusi.

Concedere un provvedimento di amnistia ed indulto non sarebbe un gesto di clemenza o di debolezza ma solo di civiltà.

Però nell’attesa che di amnistia e indulto si possa discutere nei luoghi deputati a ciò…per favore non giochiamo sulla pelle di chi oltre la libertà ha perso molto molto di più…anche la speranza di credere che possa esistere una giustizia giusta per tutti.

Anche per chi sbaglia.       

AMNISTIA

Art. 151 codice penale

Ø  L’amnistia estingue il reato, e, se vi è stata condanna [c.p.p. 648, 650], fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie [c.p.p. 672] .

Ø  Nel concorso di più reati, l’amnistia si applica ai singoli reati per i quali è conceduta.

Ø  La estinzione del reato per effetto dell’amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca una data diversa

Ø  L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi [c.p.p. 672]

Ø  L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente

 

INDULTO E GRAZIA
Art. 174 codice penale  

Ø  Lindulto o la grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta, o la commuta in un’altra specie di pena stabilita dalla legge.

Ø  Non estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente,e neppure gli altri effetti penali della condanna

Ø  Nel concorso di più reati, l’indulto si applica una sola volta, dopo cumulate le pene, secondo le norme concernenti il concorso dei reati

Ø  Si osservano, per l’indulto le disposizioni contenute nei tre ultimi capoversi dell’articolo 151 [c.p.p. 672].

 

 




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La battitura

Nel gergo del carcere il termine  battitura viene usato  per indicare l’operazione che gli agenti di polizia penitenziaria compiono, giorno dopo giorno, per accertarsi che nessuno abbia segato le sbarre.

Ma la battitura può essere anche fatta dai detenuti che, per richiamare l’attenzione su particolari problemi o necessità, usano battere contro porte e finestre pentole o altre suppellettili.

Anche questo diario vuole essere, come una simbolica battitura,  un mezzo che oltrepassando sbarre e muri (non ultimo quello dell’indifferenza) arrivi al passante distratto e, magari solo per cinque minuti,  lo faccia riflettere senza pregiudizi o falsi giudizi su cosa sia realmente il carcere e sulle storie di chi vi è ristretto.


 

Per te...che tu possa tornare a solcare il mare della tua vita libero e forte come lei
Sabrina

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