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labattitura
silenzi e rumori del carcere


Diario


15 gennaio 2007


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A Roma, Insieme

Consulta Penitenziaria Comune di Roma

Bambini senza sbarre - Milano

Comunità di Sant’Egidio

Donne Fuori - Bologna

Ristretti Orizzonti - Padova

promuovono

Che ci faccio io qui?”

Perché nessun bambino varchi

più la soglia di un carcere

  Camera dei Deputati

Palazzo Marini – Sala delle Colonne

Via Poli n. 19

Roma, 23 gennaio 2007

 

Segreteria organizzativa:“A Roma, Insieme” - Via S. Angelo in Pescheria n. 35 - 00186 Roma

Tel/Fax: 06 68136052 - 335 6261188 - 339 4592423

aromainsieme@libero.it

Chi fosse interessato a partecipare deve comunicare i suoi dati entro il 19 gennaio.




permalink | inviato da il 15/1/2007 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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La battitura

Nel gergo del carcere il termine  battitura viene usato  per indicare l’operazione che gli agenti di polizia penitenziaria compiono, giorno dopo giorno, per accertarsi che nessuno abbia segato le sbarre.

Ma la battitura può essere anche fatta dai detenuti che, per richiamare l’attenzione su particolari problemi o necessità, usano battere contro porte e finestre pentole o altre suppellettili.

Anche questo diario vuole essere, come una simbolica battitura,  un mezzo che oltrepassando sbarre e muri (non ultimo quello dell’indifferenza) arrivi al passante distratto e, magari solo per cinque minuti,  lo faccia riflettere senza pregiudizi o falsi giudizi su cosa sia realmente il carcere e sulle storie di chi vi è ristretto.


 

Per te...che tu possa tornare a solcare il mare della tua vita libero e forte come lei
Sabrina

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